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Comunicato stampa – Peste Suina Africana

Comunicato stampa

Torino, 10 marzo 2022

Nemmeno la Peste Suina Africana ferma le frenesie venatorie

Il Tavolo Animali & Ambiente – costituito dalle associazioni ENPA, LAV, Legambiente, LIDA, LIPU, OIPA, PAN, Pro Natura e SOS Gaia – ribadisce la propria posizione in merito alla peste suina africana (PSA).

L’emergenza sanitaria

Il Governo ha nominato Angelo Ferrari, direttore dell’Istituto Zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, come Commissario straordinario per l’emergenza PSA (nomina pubblicata in Gazzetta Ufficiale).

La peste suina africana:

  • è una malattia virale che colpisce suini e cinghiali selvatici;
  • non è pericolosa per l’essere umano, ma è letale per gli animali;
  • non esistono vaccini né cure;
  • ha conseguenze socio-economiche molto gravi.

Ad oggi (6 marzo 2022) sono stati rinvenuti 53 cinghiali infetti:

  • 30 in Piemonte
  • 23 in Liguria

L’area infetta riguarda Alessandria, Genova, Savona e parte della provincia di Cuneo.

Le misure di contenimento

Nella zona infetta sono state vietate:

  • escursioni
  • caccia
  • pesca
  • birdwatching
  • tutte le attività all’aperto che possano determinare lo spostamento dei cinghiali

L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sconsiglia le braccate di caccia, perché i cani disperdono i branchi e favoriscono la diffusione del virus. Anche scarpe e mezzi dei cacciatori possono veicolare il contagio.

Le scelte della Provincia di Asti

Nonostante i divieti e le raccomandazioni, la Provincia di Asti spinge per la caccia.

Il sindaco di Passerano Marmorito e consigliere provinciale con delega alla caccia, Davide Massaglia, ha dichiarato:
“Riprenderemo con le battute nel Nord Astigiano.”

Il presidente della Provincia, Paolo Lanfranco, ha aggiunto:
“Potremo organizzare le braccate in modo mirato.”

Queste affermazioni ignorano che:

  • le braccate favoriscono la diffusione dei branchi e la disorganizzazione riproduttiva delle femmine;
  • i cinghiali allevati allo stato brado vengono mantenuti a spese degli agricoltori, a beneficio solo dei cacciatori;
  • gli animali abbattuti, proprietà dello Stato, vengono spesso ceduti gratuitamente agli abbattitori per autoconsumo, alimentando una filiera clandestina della carne di cinghiale da milioni di euro.

La posizione del Tavolo Animali & Ambiente

Il Tavolo ribadisce che la gestione del problema cinghiale deve:

  • escludere la componente venatoria;
  • evitare conflitti di interesse;
  • adottare strategie di tutela ambientale realmente efficaci.

Per il Tavolo Animali & Ambiente
Roberto Piana – PAN – Pro Natura Animali

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