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Accordo tra COAARP e Tavolo Animali & Ambiente
STORICO ACCORDO COAARP ( Comitato Amici degli Ambienti Rurali Piemontesi)
e TAVOLO ANIMALI & AMBIENTE

COAARP & Tavolo Animali & Ambiente

Le basi per un comune accordo di programma

Le difficoltà del mondo agricolo legate alla diffusione del cinghiale in Piemonte non hanno trovato adeguate risposte da parte delle pubbliche amministrazioni, a partire dalla Regione Piemonte. Fino agli anni ’70 la specie era scarsamente presente e nemmeno cacciabile. Da allora si è assistito a una forte espansione, favorita da massicce immissioni di esemplari da allevamenti e dall’estero, incoraggiate da Regione Piemonte e Province per fini venatori. In pochi anni il cinghiale si è radicato nel territorio, causando gravi danni all’agricoltura e agli ecosistemi. Le politiche venatorie adottate per decenni si sono dimostrate fallimentari: oggi assistiamo di fatto a un allevamento dei cinghiali allo stato brado a spese del mondo agricolo e degli ambienti naturali.

Le conseguenze della caccia al cinghiale

Braccate e girate con cani determinano:
  • disgregazione dei gruppi sociali,
  • dispersione e proliferazione incontrollata,
  • maggiore pressione sui campi coltivati,
  • aumento degli incidenti stradali,
  • danni ad altre specie selvatiche,
  • “militarizzazione” del territorio da parte delle squadre di caccia,
  • rischi per la sicurezza delle persone.
Parallelamente si è sviluppata una filiera clandestina della carne con gravi rischi sanitari, evasione fiscale ed arricchimento illecito di pochi a danno della collettività.

La posizione di COAARP e Tavolo Animali & Ambiente

Le associazioni ambientaliste ed animaliste del "Tavolo Animali & Ambiente " convengono sulla assoluta necessità di riduzione numerica della specie cinghiale a livelli compatibili con il legittimo diritto di chi coltiva di poter raccogliere ciò che semina , a partire dalla corretta applicazione dell’art. 19 della Legge n. 157/1992, che antepone gli interventi ecologici a quelli cruenti, affidando la gestione agli enti pubblici e non ai cacciatori, per i quali è fin troppo evidente il conflitto di interesse. Pur con approcci diversi, COAARP e Tavolo Animali & Ambiente hanno sottoscritto un manifesto comune in cinque punti.

Manifesto in cinque punti

  1. Riduzione della specie – La popolazione di cinghiali deve essere riportata a livelli compatibili. La gestione spetta a Province e Città Metropolitana, non ai cacciatori.
  2. Diritto degli agricoltori – Chi coltiva deve poter raccogliere ciò che semina. I ristori non bastano: non si devono aggiungere danni venatori alle difficoltà climatiche.
  3. Nessun valore aggiunto dalla caccia – L’attività venatoria non porta benefici all’agricoltura e limita altri usi sostenibili del territorio. È necessario superare l’art. 842 del Codice Civile, che consente l’accesso dei cacciatori ai fondi privati senza consenso.
  4. No alla filiera della carne di cinghiale – Creerebbe solo la permanenza e l’incremento della situazione attuale.
  5. Il futuro dell’agricoltura – Deve essere orientato a produzioni ecologicamente sostenibili, rispettose dell’ambiente e del benessere animale, valorizzando le eccellenze locali e riducendo le importazioni.
Torino, 24 dicembre 2021
Leggi l'accordo: Accordo-COAARP_TAVOLO